Chi è Madeleine Aumont - La missione

La missione di "Maddalena"

Dozulè è situata nella Bassa Normandia, a 25 chilometri da Lisieux (dove viveva la piccola Teresa), con una popolazione di 1.500 abitanti in continua crescita. È una terra con molte fattorie dove vi allevano cavalli da corsa e stalloni. Dozulè è molto rinomata per le sue grandi spiagge che attirano molti turisti.

La Chiesa Parrocchiale, da poco restaurata, è in stile gotico molto armonioso, ove si trovano le grandi tappe della cristianità. Vi si trova un pezzo di velo della Vergine della Vera Croce, una Pietà dolorosa, circondata dalle statue di Giovanna d'Arco e San Michele Arcangelo, ma soprattutto Nostra Signora de La Salette. La Chiesa, ma soprattutto la Cappella della scuola di San Giuseppe, situata di fronte all'altro lato della strada, furono testimoni per 10 anni delle Apparizioni di Gesù Cristo; esattamente dal 1972 al 1982.

Gesù apparve nel luogo più sacro della Chiesa, la Santa Eucarestia, corpo di Cristo presente nel Tabernacolo, ed esposto il primo venerdì di tutti i mesi sull'Altare. Il Messaggio di Dozulè è annunciato per tutto il mondo e per gli uomini di tutte le religioni.

Chi è Maddalena

Maddalena è nata il 27 ottobre 1924 a pochi chilometri da Dozulè. I suoi genitori erano guardiani presso un proprietario terriero. Dopo un apprendistato per divenire sarta, ella si è sposata nel 1948. Ha educato assieme a suo marito, operaio, i loro cinque bambini, ed ha condotto una vita dedita al lavoro e alla famiglia.

Nel 1970, spinta da sua madre, alla quale voleva far piacere, Maddalena decise di confessarsi per prepararsi alla Pasqua. Il suo scopo era di consolare sua madre paralizzata, che aveva ottantuno anni. Ella dichiara che, in quel tempo, non era veramente credente. Ella però si preparò alla confessione con tanta sincerità e schiettezza. I tratti caratteristici della personalità di Maddalena sono la semplicità, la spontaneità, e la sua natura franca e aperta.

Ella non si considera una grande mistica o un fenomeno straordinario. Maddalena non andava in chiesa da quattro anni; la parrocchia era rimasta senza sacerdote. La confessione coraggiosa è il punto di partenza che caratterizza il cambiamento interiore della sua esistenza. È un segno importante, che ci invita a mettere in discussione la nostra vita, e sollecita al pentimento; poiché è in seguito ad una confessione che tutto è cambiato nella vita di Maddalena, e Cristo ha cominciato a manifestarsi sensibilmente a lei.

Lo spiega lei stessa, nel suo diario personale, nel quale ci riferisce sulla sua nuova vita. "Siamo venuti a Dozulè il 3 agosto 1968. Tutto era nuovo: una grande e bella casa; avevo solo un tenue rimpianto per Putot, sebbene vi avessi trascorso la mia giovinezza. È pur vero che Putot dista solo quattro chilometri da Dozulè: è lo stesso paese. Da giovane ero andata a scuola a Dozulè, ed è la scuola dove ora vanno i miei bambini.

Non ero sempre andata a Messa. Certo non avevo il tempo, ma non avevo neppure il desiderio di festeggiare la Pasqua. Era il terzo anno che non ricevevo la comunione pasquale. Pur tuttavia mi rincresceva un pò. Poi un anno dopo arrivò la Pasqua del 1970. Io non avevo affatto la coscienza tranquilla. Quattro anni senza comunicarmi, mentre prima ciò non avveniva. Avevo un pò di vergogna di me: tuttavia ero credente, grazie a mia madre, che mi aveva sempre insegnato ad amare la Messa, la Chiesa. Tuttavia la mia fede era assai debole.

Avevo, tuttavia pregato e chiesto a Dio di darmi più fede, una prova della sua esistenza. La sera spesso prima di andare a letto osservavo il cielo stellato, e mi dicevo: tutto questo non può essersi fatto da solo, e neppure la natura su questa terra, e tutto ciò che in essa vive. Alla vigilia di questa confessione, ho dunque esaminato la mia coscienza a fondo. Nulla doveva essere dimenticato. Quale grande peccatrice, quale vergogna: la mia anima era veramente annerita dal peccato ed io invocavo il Signore: Signore, aiutatemi ad avere il coraggio di dire tutto e di fare una buona confessione.

E il giorno di Pasqua arrivò. Ero felice di aver celebrato la Pasqua ed essermi comunicata. Chiedevo al Signore di aiutarmi purché non restassi più tanto tempo senza ricevere la comunione. Avevo molto desiderio di comunicarmi anche la domenica seguente, poiché mi ero appena confessata. In seguito avrei interrotto nell'attesa della Pentecoste, cinquanta giorni più tardi. Ritornando, dopo aver ricevuto la Santa Comunione, prima ancora di giungere al mio posto, per mettermi in ginocchio, qualche cosa avvenne in me. Qualche cosa che non riuscivo a spiegare: mi sembrava che il mio essere fosse diverso.

Mi sembrò quasi di svenire, come se qualche cosa si trasformasse in me, qualche cosa che, in vita mia, non avevo mai provato. Ero come ebbra, ma ebbra di gioia, di felicità. Provavo qualche cosa di meraviglioso, inesplicabile, sembrava che io stessi per scoprire un altro mondo. Ma non mi sono resa conto di ciò che mi accadeva; e tuttavia, una dolcezza inesplicabile mi possedeva. Ciò è durato fino al mio rientro a casa: poi sono ritornata come prima.

Ritornai di nuovo a Messa con i miei bambini. Avevo fretta che giungesse il momento della comunione, eppure, non so perché, un pò lo temevo. Si sarebbe verificato ciò che era avvenuto nella precedente comunione, otto giorni prima? Ed è proprio da quel momento che tutta una vita nuova cominciò per me. Ricevetti la comunione e subito, come la domenica precedente, una gioia interiore mi pervase; ma questa volta avvertii una presenza, una presenza che non era di questo mondo, una presenza spirituale. Non vi era alcun dubbio: stavo per scoprire la presenza di Gesù, la presenza dello Spirito Santo.

Il mio spirito e lo spirito di Gesù s'incontravano, lo Spirito Santo era con me, in me. Una forza soprannaturale mi possedeva. Mi sentivo totalmente posseduta dallo Spirito Santo. Quanto era dolce questa presenza di Gesù nella mia anima! Quella meravigliosa gioia si produsse nuovamente nelle altre comunioni, come la volta precedente. La presenza reale di Gesù si faceva sentire in tal modo che io ero pienamente nella gioia, perché questo Gesù Amore era là, in me.

Sempre più Maddalena volle piacere a Dio divenendo pura come un bambino. Tutte le preoccupazioni furono dimenticate, la sua vita fu trasformata. Prima, invece, considerava la vita priva di interessi, piuttosto lugubre. "Tutto è trasformato se si offre a Dio, tutto, ogni mattina, per amor Suo, che ha dato la Sua Vita per ciascuno di noi. Il Cristo è resuscitato, ben vivo. Tutti i giorni io vivo questa Resurrezione.

Maddalena visse così per quasi due anni sotto l'azione della grazia, fino alla domenica delle Palme 1972. La conversione di Maddalena ha un carattere miracoloso, poiché non è causata né dall'intervento umano di un sacerdote, né da una letteratura, né da una sofferenza che illumina, ma solamente dal miracolo di una comunione resa sensibile, causa per lei di uno stupore ineffabile. Ad ogni Messa, il Cristo l' ha preparata facendole sentire, ad ogni comunione, la Sua Presenza reale, fisica, in una gioia spirituale indescrivibile, per prepararla alla sua missione futura, che in quell'epoca ignorava completamente. Il 28 marzo 1972 l'incontro straordinario con il soprannaturale comincia:le Apparizioni.

Madeleine AUMONT è morta mercoledì 27 gennaio 2016 all'ospedale di Lisieux. I suoi funerali, a cui hanno partecipato tutti i suoi figli e parenti, si sono svolti martedì 2 febbraio alle 14.30 nella chiesa di Dozulé. Era presente una folla di tutti i ceti sociali, che non nascondeva la propria commozione. La chiesa, pur essendo molto grande, era piena e tutta illuminata, cosa insolita. L'omelia del sacerdote è stata notevole sotto tutti i punti di vista.